Sella del Diavolo a Cagliari: fotografie tra mare, natura e storia
La Sella del Diavolo a Cagliari è uno dei luoghi più riconoscibili della costa meridionale della Sardegna. Questo promontorio roccioso, situato tra la spiaggia del Poetto e Cala Fighera, domina il Golfo degli Angeli e offre panorami sul mare, sentieri immersi nella macchia mediterranea e testimonianze del passato.
Le mie fotografie della Sella del Diavolo raccontano alcuni scorci di questo promontorio, tra rocce modellate dal tempo, vegetazione spontanea e il mare che si perde all’orizzonte.
La Sella del Diavolo attraverso le mie fotografie
Percorrendo i sentieri della Sella del Diavolo si incontrano paesaggi molto diversi tra loro. Ci sono punti in cui la vegetazione nasconde quasi completamente il mare e altri dove lo sguardo si apre improvvisamente sul Golfo degli Angeli.
Nelle fotografie ho cercato di soffermarmi anche sui dettagli: le piante che crescono tra le rocce, i resti delle antiche costruzioni e le aperture naturali che incorniciano il paesaggio.
Non soltanto grandi panorami, quindi, ma piccoli particolari che fanno parte dell’identità di questo luogo.
Tra storia e leggenda: perché si chiama Sella del Diavolo?
Il nome Sella del Diavolo deriva da un’antica leggenda legata alla particolare forma del promontorio.
Secondo la tradizione, angeli e demoni si contesero questo tratto di costa. Durante lo scontro, Lucifero cadde dal suo cavallo, perdendo la sella che, pietrificandosi, avrebbe dato origine alla caratteristica forma della montagna.
Da questa leggenda deriverebbe anche il nome Golfo degli Angeli, con cui è conosciuto il golfo di Cagliari.
Oltre alla leggenda, il promontorio conserva testimonianze archeologiche e resti di antiche strutture difensive, segni della sua importanza strategica nel corso dei secoli.
Fotografare la Sella del Diavolo
La Sella del Diavolo è uno dei luoghi più interessanti da fotografare a Cagliari, non soltanto per i panorami, ma per la varietà di elementi naturali e storici che convivono in uno spazio relativamente piccolo.
In questa raccolta fotografica ho preferito osservare il promontorio da vicino, lasciando spazio alle rocce, ai sentieri e alla vegetazione.
Sono immagini che raccontano un luogo conosciuto da molti, ma che può apparire diverso ogni volta che lo si attraversa.
