"No vabbè… ma davvero stai guardando le mie foto dal cellulare? Dai, non ci posso credere! Aprile su uno schermo grande, su… fai il bravo!"

Santa Greca Decimomannu

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Santa Greca Decimomannu: camminando tra fede, passi scalzi e Fuji

Santa Greca Decimomannu. È strano, sai?

Vivo a meno di otto minuti da lì. Otto. In macchina, col finestrino abbassato e i Radiohead in sottofondo. Eppure… mai ci ero andato.

Mai visto la processione di Santa Greca a Decimomannu, mai respirata l’aria di quel giorno che per tanti è sacro, per altri è solo “la festa”.
Nel 2025 ho deciso: basta rimandare.

Carico la Fujifilm X-T5, solo il 23mm montato, niente zaini. E via.
Ci vado. Non per fede, forse, ma per fame — di immagini, di persone, di storie da raccogliere tra le mani.

Santa Greca Decimomannu
Santa Greca Decimomannu

Quella volta che mi sono perso in mezzo a una festa che non era la mia

La prima cosa che mi ha colpito, appena arrivato, è stato il parcheggio: 10 euro, e nessuna differenza se ti fermi dieci minuti o dieci ore.
Sorrido. È la Sardegna che conosco — quella spiccia, concreta, “o stai o te ne vai”.
Mi infilo tra la folla con la fotocamera stretta al petto, respiro l’odore del mirto, delle mandorle tostate e… delle scarpe nuove. Quella è un’altra liturgia: tutti vestiti bene.
Non so bene cosa cercare, a dire il vero. So solo che voglio guardare. E lasciare che qualcosa mi resti appiccicato addosso, come la polvere della strada.

Santa Greca Decimomannu
Santa Greca Decimomannu

La Santa, i passi scalzi e un certo tipo di silenzio

Santa Greca, mi raccontano, è vissuta tra il III e il IV secolo. Martirizzata. Torturata. Decapitata.
Sì, decapitata.
Eppure oggi il suo volto dolce troneggia su una statua adornata in oro, portata a spalla da uomini che faticano senza mostrarlo.
La processione è iniziata con la vestizione del simulacro. Non ho scattato foto in quel momento: mi sembrava quasi irrispettoso, come entrare in casa di qualcuno senza bussare.
Poi il corteo. Le confraternite, le donne in abito tradizionale, i bambini che non capiscono ma imitano, e i “Gruppi Folk” — quello di Cabras, “Gli Scalzi”, cammina a piedi nudi. Li avevo già fotografati altrove. Ma ogni volta mi emozionano. Ogni passo sembra una preghiera. O una sfida.

Il rito de “S’Incontru” — i tre inchini tra la statua e le reliquie — mi ha lasciato addosso un silenzio strano, come se per un attimo anche chi non credeva sentisse qualcosa.
Non Dio.
Forse solo una connessione. Qualcosa di profondamente umano, collettivo. Quella roba che ti fa dire “sì, siamo ancora capaci di emozionarci insieme”.

La Santa, i passi scalzi e un certo tipo di silenzio

Non cercavo la foto perfetta (e non l’ho trovata)

Ho portato solo il mio 23mm f/1.4. È la focale che più divide il mondo fotografico: troppo stretto per il paesaggio, troppo largo per il ritratto… perfetto per me.
Non ho voluto portarmi dietro tutto il corredo.
Zero zoom, zero cavalletto, zero stress.
Mi sono pentito? No.
Cercavo qualcosa di diverso, lo ammetto.
Ho smesso da un po’ di fare la “foto bella” — quella che funziona su Instagram. Ora voglio catturare cose più imperfette, più vere. Anche se magari piacciono a meno persone.
Ho raccontato questa mia svolta anche in un altro pezzo, “Fotografia di strada con anima” — se ti va, lo trovi qui.

Santa Greca di Decimomannu
Non cercavo la foto perfetta (e non l’ho trovata)

“Ma quindi… ne è valsa la pena?”

Bella domanda.
Sì, e no.
È stata una bella esperienza? Sicuramente.
C’era gente interessante? Senza dubbio.
Ma non so se ci tornerò.
Troppo grande, troppo “evento”, per me.
Sto cercando processioni più piccole. Dove ci sono uno o due gruppi, massimo. Dove la gente ti guarda negli occhi, non nell’obiettivo.
Dove puoi camminare a fianco di chi porta la statua e magari scambiarci due parole a fine corteo, senza bisogno di chiedere il permesso.

"Ma quindi... ne è valsa la pena?"

Cosa ci resta addosso, dopo certi giorni

Santa Greca Decimomannu è un’esperienza che lascia il segno, anche se non lo vuoi.
Non devi essere credente. Non devi conoscere tutti i riti.
Basta esserci. Basta camminare. E osservare.

E anche se non tornerò, non la dimenticherò.

Per me è stata una giornata fatta di luci morbide, gesti ripetuti e piccoli momenti rubati con la mia Fuji.
E quella sensazione — quella strana dolcezza malinconica che ti prende quando ti accorgi che stai vivendo qualcosa di profondamente importante per gli altri, ma non necessariamente per te.

Cosa ci resta addosso, dopo certi giorni

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Se anche tu stai cercando la “tua” processione…

…forse Santa Greca non è quella giusta. O forse sì.
Dipende da cosa cerchi.
Se ti piacciono le grandi celebrazioni, le tradizioni forti, la folla che canta e prega, allora vai. Vai senza dubbi.
Se invece — come me — stai cercando storie più intime, più silenziose, allora scrivimi.
Magari ne troviamo una insieme. Magari mi accompagni alla prossima.
Porta solo una focale fissa e un cuore aperto.


Riepilogando — e ora tocca a te

Sono andato a Santa Greca Decimomannu per curiosità e fotografia.
Ho trovato un mondo che non è il mio, ma che ho guardato con rispetto.
Non ho fatto le foto più belle della mia vita, ma forse quelle più oneste.

E tu?
Se ci sei stato, raccontamelo. Se ci vuoi andare, preparati. E se hai una processione da consigliarmi… scrivimi.
Che poi, alla fine, la fotografia è solo una scusa per uscire di casa e incontrare persone vere.

Disclaimer

Famolostrano di Davide Baraldi
Famolostrano di Davide Baraldi

Davide Baraldi Narratore digitale e anima di Famolostrano, racconto il mondo attraverso la fotografia, catturando storie autentiche, emozioni sincere e dettagli nascosti.
Ogni scatto è un frammento di vita, un viaggio visivo che trasforma l’ordinario in straordinario, con l’obiettivo di emozionare, incuriosire e lasciare un segno.

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