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Ardia Dualchi
S’Ardia ‘e Santu Pedru – Dualchi 2025: cavalli, fucilieri e accoglienza sarda in un rito senza tempo
Nel cuore della Sardegna, a poco più di un’ora e mezza da Cagliari, c’è un piccolo paese chiamato Dualchi che, ogni anno, si accende per l’Ardia diSanti Pietro e Paolo. È una festa, sì, ma è soprattutto un rito antico, fatto di polvere, sudore, spari e fede. Questo è l’ottantesimo articolo che scrivo sulle tradizioni sarde, ma l’Ardia di Dualchi mi ha sorpreso come poche altre.
Siamo partiti con pochi riferimenti, solo un contatto telefonico di una ragazza dell’organizzazione e tanta curiosità. Io ed Eugenio — lo chiamerò così — non avevamo grandi aspettative. Ma è proprio quando non ti aspetti nulla che accadono le cose più vere.
L’arrivo alla casa di “sa pandela mazzore”
Arriviamo a Dualchi verso le cinque del pomeriggio, ancora in tempo per cogliere l’inizio della preparazione. Cerchiamo il punto di partenza dell’Ardia e finiamo davanti alla casa di Giuseppe, sa bandela mazzora. È lui il primo cavaliere, colui che ha l’onore e il peso di portare la bandiera. E già qui, fuori dalla sua casa, si sente l’energia dell’attesa.
Ci notano subito — tra occhiali verdi e una macchina fotografica al collo, non passiamo inosservati. Ci avvicinano, ci chiedono chi siamo e da dove veniamo. E in un attimo, siamo dentro casa, con un bicchiere di birra in mano. L’ospitalità sarda non si spiega: si vive.

Ardia Dualchi: l’arrivo dei fucilieri
Ed è proprio qui, nella casa di Giuseppe, che succede qualcosa di potente: arrivano i fucilieri.
Uno a uno entrano, fucili in spalla, saluti forti, strette di mano decise. L’aria cambia. I fucilieri non sono comparse: sono parte integrante dell’Ardia. Spareranno nei momenti simbolici del percorso, ritmeranno la corsa, faranno vibrare il cielo sopra Dualchi. Con loro, l’atmosfera si carica. Si scherza, si beve, si parla. Ma sotto, c’è rispetto. Per la tradizione, per il cavallo, per il paese.

Verso la chiesa: la presa delle bandiera
Poi, si parte. I cavalieri, con sa prima pandela in testa, si mettono in cammino verso la chiesa. Non è ancora la corsa vera e propria, ma ogni passo è carico di significato. La processione è accompagnata dai fucilieri e da un piccolo corteo di fedeli.
Giunti alla Chiesa Santa Croce, si entra in silenzio. Il parroco benedice le bandiere. È uno dei momenti più solenni dell’Ardia. Da quel momento in poi, il ritmo cambia.

L’Ardia comincia
Usciti dalla chiesa, le bandiere sventolano al vento, i cavalli si preparano. Inizia la corsa. Da qui in poi, per seguirla, bisogna conoscere il territorio — o affidarsi a chi, come noi, viene preso per mano dagli abitanti.
La prima tappa è una discesa. I cavalli corrono, veloci, scalpitanti. I fucilieri esplodono i primi colpi, secchi, che rimbombano tra le colline. È un’esplosione di adrenalina.
Poi, una salita ripida. I cavalli si arrampicano. Il santo, portato a piedi da don e fedeli, attende in cima. È una scena forte, quasi cinematografica.

Il ritorno alla chiesa e la seconda corsa
Dopo la salita, i cavalieri tornano alla chiesa. Qui girano intorno più volte, in cerchio, accompagnati dagli spari. Quando le bandiere rientrano nella chiesa, è un momento di pausa. Di silenzio. Ed è anche qui che capisci quanto sia sentita questa tradizione: fuori dalla chiesa, acqua per tutti. Birra, se vuoi. Tutto offerto con naturalezza. Non sei turista, sei parte.
Ma l’Ardia non è finita. Le bandiere escono di nuovo. E si riparte. Questa volta si ripercorre il tragitto in senso opposto. La discesa, ora dall’altro lato, è ancora più veloce, più intensa. I fucilieri sparano. La polvere si alza. Il cuore batte.

Oltre la corsa: il rispetto per i cavalli e la festa finale
Alla fine della corsa, il pensiero va ai cavalli. E la cura che vediamo ci colpisce. Lavati, spazzolati, nutriti. Nonostante l’ora tarda, ogni animale riceve attenzioni. Perché non sono strumenti della corsa, ma compagni.
Poi, la cena. Un’enorme tavolata, Giuseppe e la sua famiglia ci accolgono come amici. Fucilieri, cavalieri, volontari… tutti insieme. Si ride, si mangia, si brinda. E in quel momento capisci davvero cos’è l’Ardia di Dualchi: un legame. Tra persone, tra storie, tra generazioni.
Se cercate un’esperienza autentica in Sardegna, mettete Dualchi in agenda per giugno. Non è solo una corsa.
- È una comunità che si racconta.
- È un’ospitalità che ti spiazza.
- È un colpo di fucile che ti resta dentro.

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Domande Frequenti sull’Ardia di Dualchi
L’Ardia si tiene ogni anno il 29 giugno, giorno dedicato a San Pietro. Le date esatte possono variare leggermente in base al calendario religioso e alle decisioni del comitato locale.
No, l’evento è pubblico e gratuito. Tuttavia, è consigliabile arrivare con un po’ di anticipo per trovare parcheggio e posizionarsi nei punti migliori del percorso.
Sì, ma con le dovute precauzioni. Gli spari dei fucilieri possono spaventare i più piccoli e alcune zone del percorso sono molto affollate o poco agevoli.
Durante la festa, molte famiglie e comitati offrono ristoro. Troverai anche qualche bar o punto di ristoro in paese, ma non aspettarti strutture turistiche: l’autenticità è il bello di Dualchi.
Consigli per vivere al meglio l’Ardia
- Vestiti comodi: pantaloni leggeri, maglietta traspirante, scarpe da ginnastica. Dimentica infradito e abiti eleganti.
- Zaino piccolo: porta solo l’essenziale. Se sei appassionato di fotografia, ne parleremo in dettaglio in un’altra sezione.
- Muoviti in auto: alcune tappe sono lontane tra loro, impossibili da coprire a piedi.
- Fatti guidare: se trovi qualcuno del posto disposto a spiegarti il percorso, ascoltalo. Farà tutta la differenza.
- Rispetta il contesto: non è uno show, è una tradizione viva. Comportati con rispetto verso chi partecipa e verso gli animali.
Come arrivare a Dualchi
In auto:
Il modo più semplice per raggiungere Dualchi è in macchina. Da Nuoro si impiegano circa 90 minuti percorrendo la SS129 e poi la SP17. Parcheggiare può essere complicato nei giorni della festa, quindi arriva presto.
In autobus:
I collegamenti pubblici sono limitati, soprattutto nei fine settimana. Controlla in anticipo gli orari con l’ARST (Azienda Regionale Sarda Trasporti).
Coordinate GPS per il centro del paese:
Latitudine 40.2959, Longitudine 8.8668
Disclaimer
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