Ex stazione 16/664: fotografie di un luogo abbandonato
L’ex stazione 16/664 è una struttura abbandonata in cui il passare del tempo ha lasciato segni evidenti. Edifici deteriorati, stanze inutilizzate, vecchie porte e vegetazione spontanea caratterizzano un luogo che ha perso la sua funzione originaria.
Questa raccolta di fotografie dell’ex stazione 16/664 documenta lo stato degli edifici e degli ambienti circostanti, attraverso immagini che si concentrano sui dettagli architettonici e sulle trasformazioni provocate dall’abbandono.
L’ex stazione 16/664 attraverso le mie fotografie
Camminando tra le strutture dell’ex stazione, l’attenzione si sposta continuamente da un dettaglio all’altro.
Ci sono porte consumate dal tempo, finestre che lasciano entrare la luce, stanze con oggetti ancora presenti e pareti che mostrano i segni del deterioramento.
Nelle fotografie ho alternato inquadrature degli edifici a immagini degli spazi interni, utilizzando anche il bianco e nero per mettere in evidenza forme, contrasti e particolari.
Fotografare i luoghi abbandonati
La fotografia dei luoghi abbandonati, conosciuta anche come urbex photography, permette di documentare edifici e strutture che non vengono più utilizzati.
Ciò che mi interessa di questi ambienti non è soltanto il loro stato di abbandono, ma il rapporto tra architettura, luce e natura.
La vegetazione cresce intorno alle costruzioni, mentre gli spazi interni conservano tracce di ciò che esisteva prima.
Le fotografie dell’ex stazione 16/664 sono una testimonianza visiva di questo processo, senza ricostruzioni o interpretazioni forzate.
Una memoria fotografica dell’ex stazione
Gli edifici abbandonati cambiano continuamente. Alcuni vengono recuperati, altri demoliti e altri ancora rimangono inutilizzati per decenni.
Fotografarli significa conservarne almeno un’immagine, documentando dettagli che potrebbero scomparire con il passare degli anni.
Questa galleria dedicata all’ex stazione 16/664 nasce proprio con questo intento: raccogliere immagini di un luogo segnato dal tempo, lasciando che siano le fotografie a raccontarlo.
