Maracaípe, Brasile: dodici mesi di vita tra mare, immersioni e fotografia
Maracaípe, 2007. Un piccolo angolo di Brasile che per dodici mesi è stato parte della mia vita quotidiana.
Non ero lì soltanto per una vacanza. Vivevo a Maracaípe e lavoravo come istruttore subacqueo, occupandomi della gestione delle attività diving.
Un anno trascorso tra lavoro, mare, persone e giornate che avevano un ritmo completamente diverso da quello a cui ero abituato.
Vivere a Maracaípe, nel Pernambuco
Maracaípe si trova nel nord-est del Brasile, nello Stato del Pernambuco, vicino alla conosciuta località di Porto de Galinhas.
È una località costiera caratterizzata da lunghe spiagge, onde frequentate dai surfisti e un paesaggio tropicale fatto di palme, sabbia e oceano.
Vivere qui per dodici mesi mi ha permesso di conoscere qualcosa che difficilmente si riesce a cogliere durante una breve vacanza: la vita quotidiana.
Le persone, le abitudini, i piccoli momenti e tutto quello che succede quando si smette di essere semplicemente turisti.
Il mio lavoro come istruttore subacqueo
Nel 2007 mi occupavo della gestione delle attività diving, lavorando come istruttore subacqueo.
Il mare non era soltanto il paesaggio che avevo davanti agli occhi, ma anche una parte importante delle mie giornate lavorative.
Accanto al lavoro, però, c’era sempre la fotografia.
Portavo con me la macchina fotografica per documentare ciò che incontravo, senza cercare necessariamente qualcosa di spettacolare.
Maracaípe attraverso le mie fotografie
Riguardando oggi queste immagini, ritrovo una Maracaípe fatta di surfisti, pescatori, spiagge, persone e piccoli dettagli della vita di tutti i giorni.
Ci sono le onde dell’oceano, i colori delle costruzioni, i momenti di relax e i volti incontrati durante quel periodo.
Non sono fotografie pensate per raccontare una destinazione turistica. Sono frammenti di un anno vissuto in Brasile.
Ed è proprio questo che le rende importanti per me.
Maracaípe non è stata soltanto un luogo che ho fotografato. Per dodici mesi è stata casa.
