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Processione Madonna di Bonaria a Marceddì
Processione Madonna di Bonaria a Marceddì: tra centauri, fede e tradizione in Sardegna
La processione della Madonna di Bonaria a Marceddì, in Sardegna, non è solo un evento religioso. È un’esperienza unica in cui sacro e profano si fondono in modo sorprendente. In questo articolo ti porto con me tra centauri, pellegrini, confraternite e devozione popolare.

Marceddì: punto di partenza del pellegrinaggio verso Terralba
Sono arrivato a Marceddì, piccolo borgo marinaro, per documentare il pellegrinaggio della Madonna di Bonaria.
Subito mi hanno colpito due cose:
- La presenza ridotta di fedeli (rispetto alla domenica, cosa comprensibile).
- Un’incredibile quantità di moto: dalle vespe d’epoca alle moderne sportive, tutte in fila.
C’erano centauri da tutta la Sardegna: moto decorate, clacson, luci colorate. Un mix che può sembrare “fuori posto”, ma che in realtà è parte integrante della tradizione.

Un pellegrinaggio di 12 km sotto il sole sardo
Il tragitto da Marceddì a Terralba è lungo quasi 12 km (11,9 km per l’esattezza) e si percorre in circa 2 ore e 40 minuti.
A 34°C, è un vero atto di fede.
Veronica, una devota incontrata sul posto, mi racconta che ogni anno partecipa per una promessa fatta. Qui, ogni passo ha un significato profondo. Non è solo una camminata, è un rito.

I centauri aprono la processione: fede a due ruote
Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, la processione è aperta proprio dai motociclisti. Sì, i centauri guidano il corteo.
Li ho visti partire in testa al gruppo, ordinati, emozionati, rombanti. Moto di ogni tipo, alcune decorate con luci natalizie, altre con bandiere sarde o immagini sacre.
Il rombo dei motori diventa parte del rituale: un omaggio moderno alla Santa.
Arrivo a Terralba: festa, tradizione e accoglienza
Alle 19:30 circa, sono arrivato a Terralba. Le strade erano già piene di:
- Famiglie a tavola
- Bancarelle di cibo e artigianato
- Gente in attesa con fiori e canti
Mi sono diretto in Via Emilio Cuccu, dove un piccolo altare con la scritta Ave Maria segnava il punto d’arrivo del pellegrinaggio e l’inizio della processione urbana verso le 22.00.

Il profano incontra il sacro: un motoraduno di fede
Mentre aspettavo, ho assistito a una scena incredibile: un vero e proprio motoraduno spirituale.
I centauri sono tornati a sgasare, suonare i clacson, illuminare le vie. E poi, quasi all’improvviso, il corteo sacro ha fatto il suo ingresso:
- Stendardi e confraternite
- Gruppi folkloristici in abiti tradizionali
- Un trattore con la barca addobbata di fiori che trasportava la statua della Madonna
Dietro di lei, una lunga scia di fedeli, curiosi, bambini e anziani, tutti immersi in un’atmosfera carica di spiritualità e festa.

Tradizione e modernità: la fede che unisce
Questa processione mi ha ricordato una cosa importante: ognuno celebra la fede a modo proprio.
C’è chi prega in silenzio, chi fa una promessa, chi vibra nel rombo del motore. Eppure, tutti sono lì per rendere omaggio alla stessa figura sacra.
Questa non è una semplice festa religiosa: è una fotografia viva della Sardegna di oggi.
Un’isola dove la tradizione è ancora forte, ma sa aprirsi a nuove forme di espressione.

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Grande Davide Baraldi!
O se preferisci… Famolostrano, il blog di fotografie!
Fantastico articolo, davvero! Peccato vivere a Milano, mi diventa difficile venire a vedere questa processione…
Ma ti giuro: fai venire voglia di prendere un aereo e correre lì, dev’essere una meraviglia!
Secondo me, prima o poi farai anche un libro 🤣
Grazie di cuore, Sandro, per le tue parole!
Che dire… Milano non è poi così lontana 😉
Quanto al libro… 🤣🤣🤣 già faccio fatica a stare dietro al blog, ma grazie davvero!
Davide Baraldi