"No vabbè… ma davvero stai guardando le mie foto dal cellulare? Dai, non ci posso credere! Aprile su uno schermo grande, su… fai il bravo!"

Processione Beata Vergine del Carmine ad Assemini
Processione Beata Vergine del Carmine ad Assemini: un viaggio tra luci, volti e vento
Processione Beata Vergine del Carmine ad Assemini
Ho ancora la polvere sulle scarpe, il maestrale che mi pizzica il naso, e il sapore di qualcosa che resta: la Processione Beata Vergine del Carmine ad Assemini è una di quelle giornate che si infilano sotto pelle e non escono più. Non è la solita sfilata rumorosa delle grandi feste sarde che, sì, sono belle, ma a volte sembrano un po’ tutte uguali.
Qui, invece, era tutto minuscolo e vero, a due passi dalla sede di Famolostrano, il mio studio di comunicazione e fotografie e – lasciatemelo dire – il mio rifugio di racconti.
Sono partito senza troppe aspettative, anzi, quasi per bisogno di tornare alle radici, a quella dimensione dove il fotografo non è spettatore, ma un partecipante silenzioso. E invece mi sono sorpreso: dietro l’apparente semplicità, ho trovato un mondo intero. Il bello del piccolo che si fa grande sotto la lente giusta.

Il fascino delle piccole cose, quando il paese si trasforma
Chissà cosa si prova davvero a camminare tra quelle vie che sembrano uguali tutto l’anno, e invece oggi si sono fatte processione, teatro, preghiera, colore.
Mi capita spesso, soprattutto qui ad Assemini, di sentirmi quasi invisibile, dietro la macchina fotografica. Eppure è lì che accadono le magie: un cancello addobbato, una finestra che si apre. La gente di Assemini, ve lo giuro, ha occhi diversi in queste giornate – qualcuno trattiene una lacrima, qualcuno stringe il rosario come se fosse ancora bambino.
Alla Processione Beata Vergine del Carmine ad Assemini si parte dalla chiesa omonima, una costruzione moderna che all’apparenza potrebbe sembrare “anonima”, e invece, quando ci entri, senti subito l’eco delle voci, dei passi, della storia vissuta e non raccontata nei libri.
Si esce piano, uno dietro l’altro, il Don controlla che sia tutto pronto e… via: il Gruppo Folk Asseminese Santa Lucia, i ragazzi della parrocchia e la banda “V. Bellini”, qualche giovane, e poi la Madonna, portata con rispetto su un furgoncino che pareva più una nave festosa che un semplice mezzo.
Il vento di maestrale spazza via ogni incertezza: oggi il caldo non c’è, si può camminare senza fatica, tra le strade che portano nomi lontani – Sardegna, Campania, Londra, Sicilia – ma che in questa occasione si fanno casa.
Quello che colpisce davvero, però, è il silenzio. Sì, perché la processione non è solo musica e preghiere. È soprattutto un silenzio carico, quasi sacro, che si spezza appena comincia il canto, o quando qualcuno saluta la statua con un segno della croce appena accennato.
Mi fermo spesso. A volte anticipo il gruppo, altre resto indietro per cogliere uno sguardo, un gesto. Non mi interessa la foto “perfetta” da social, ma quella che ti costringe a fermarti, anche solo per un secondo, a sentire che sei vivo, che qui qualcosa succede davvero.

Vivere la processione: uno sguardo dietro l’obiettivo
C’è chi pensa che il fotografo sia uno che si mette in disparte, fa clic e poi scompare. Niente di più sbagliato. Alla Processione Beata Vergine del Carmine ad Assemini, io ero parte del corteo, non solo dietro, ma dentro le storie delle persone.
Il mio progetto, Famolostrano, nasce proprio da questo: vent’anni di fotografie “rubate” alla normalità, ai riti che sembrano uguali da secoli e invece cambiano ogni anno, come le rughe sui volti, come la luce sulle case.
Non costruisco mai una scena. Non ne sono capace, forse, o forse non mi interessa. Preferisco inseguire la verità – quella di chi si commuove senza volerlo, o di chi mette il fazzoletto migliore solo per una processione che, magari, da piccolo detestava.
Ogni scatto che porto a casa è un pezzetto di racconto. Non solo la statua della Vergine, non solo i costumi o la banda. Ma la mano che si stringe sul manico del tamburo, il bambino che sbuffa perché vorrebbe correre, la signora che, dall’alto del balcone, regala un sorriso discreto come una benedizione.
E poi, i dettagli che nessuno nota: il vento che fa volare una preghiera, il cuscino ricamato posato sulla cappotta del furgoncino, i nastri azzurri alle finestre.
La fotografia, almeno per me, è un modo per restituire un po’ di quello che ricevo. E qui, ad Assemini, ho ricevuto molto più di quanto sperassi.

Domande che mi fanno spesso… e risposte che non si trovano su Google
“Ma non ti annoi mai a fotografare sempre processioni, riti, paesi piccoli?”
No, non mi annoio. Anzi, è proprio qui che mi sento a casa. Ogni processione, anche la più “minima” – come la Processione Beata Vergine del Carmine ad Assemini – ha un suo carattere, un suo odore, una storia che cambia ogni volta.
C’è sempre qualcuno che non c’era l’anno prima, c’è chi ha perso qualcuno, chi è tornato dopo tanto.
Le grandi feste sono belle, sì, ma spesso perdi la misura umana, la voce bassa, il dettaglio autentico. Nelle processioni piccole, invece, mi sento libero di essere me stesso, di osservare senza filtri. E le mie foto vogliono raccontare proprio questo: il vero che si nasconde nelle pieghe della normalità.

Famolostrano: la memoria che resta, anche dopo la festa
A volte mi chiedo che senso abbia fotografare, oggi, quando tutto corre e tutto si dimentica in fretta. Eppure, guardando gli scatti della Processione Beata Vergine del Carmine ad Assemini, mi rendo conto che certi momenti vanno fermati, altrimenti si perdono.
Ecco perché il progetto Famolostrano non è solo un blog di fotografie, ma una specie di archivio del vero: le immagini restano lì, visibili a tutti, accessibili, senza filtri e senza pose.
Certo, alcune finiranno nel mio Instagram o Facebook, ma la verità è che mi piace pensare che, tra dieci anni, qualcuno possa rivedersi in una foto, riconoscersi in un dettaglio.
Fotografare le tradizioni, i riti, le feste piccole non è nostalgia: è un atto di resistenza contro l’oblio, contro la superficialità. È come essere un menestrello, sì, ma con la macchina fotografica al posto del liuto – e la Sardegna che si racconta da sola, se solo hai la pazienza di ascoltare.

Le immagini pubblicate sono protette da diritti d’autore e sono liberamente scaricabili per uso personale e non commerciale.
È severamente vietato il loro utilizzo commerciale senza l’autorizzazione esplicita di Davide Baraldi.
Se ti garba il mio progetto e hai qualche idea per farlo diventare ancora più figo, mandami un messaggio Facebook – Instagram – Scrivimi






















































Conclusione: ogni scatto è una porta aperta (e tu sei invitato a entrare)
Se hai letto fin qui, forse qualcosa della Processione Beata Vergine del Carmine ad Assemini ti è rimasto addosso. Magari una curiosità, magari la voglia di vedere con i tuoi occhi, o forse solo il dubbio che ci sia davvero ancora tanta bellezza nascosta, pronta a farsi scoprire.
Io sono Davide, fotografo e testimone, sempre un po’ fuori posto e un po’ dentro le cose. Se vuoi scoprire altre storie, altre processioni, altri frammenti di Sardegna vera, vieni a trovarmi su Famolostrano o scrivimi qui sotto: le porte sono sempre aperte e, soprattutto, la memoria è più forte se la condividiamo.
E chissà, magari la prossima volta sarai tu a mostrarmi un dettaglio che mi è sfuggito.
Disclaimer
Tutti i diritti sono riservati. 📜 I testi e le immagini presenti sono di esclusiva proprietà di "famolostrano" di Davide Baraldi, salvo diversa indicazione. Le fotografie sono liberamente scaricabili per uso personale e non commerciale. ❌ È severamente vietata qualsiasi forma di riproduzione, anche parziale, dei contenuti e delle immagini a scopi commerciali senza esplicita autorizzazione.
Come fotografo, 📸 opero spesso in strada e tendenzialmente non richiedo sempre il permesso di fotografare. Credo che chiedere il permesso potrebbe influenzare l'autenticità degli scatti che intendo realizzare. Questo è il mio modo di fotografare, sebbene sia consapevole delle diverse opinioni in merito.
Qualora ti riconoscessi in una delle mie fotografie e ciò ti causasse disagio, ti invito a contattarmi. 📩 Sarà mia cura rimuovere l'immagine interessata nel minor tempo possibile.
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L'intento che guida la mia fotografia è sempre di natura culturale, estetica, artistica e documentaristica. Non mira in alcun modo a compromettere l'immagine di chi viene fotografato, a minacciare la loro dignità o a ricavare un beneficio economico da tali immagini.
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