"No vabbè… ma davvero stai guardando le mie foto dal cellulare? Dai, non ci posso credere! Aprile su uno schermo grande, su… fai il bravo!"

Processione in Onore di Nostra Signora delle Grazie 2026
Processione in Onore di Nostra Signora delle Grazie 2026 a Decimoputzu, una festa che la pioggia non ha fermato
Processione in Onore di Nostra Signora delle Grazie 2026 a Decimoputzu è stata una di quelle giornate che mi ha ricordato perché continuo a girare la Sardegna con la macchina fotografica al collo. Era vicino a casa mia, eppure non c’ero mai andato. Sembra strano, ma spesso le tradizioni più vicine sono quelle che rimandiamo sempre. Questa volta mi sono detto: vado. E naturalmente, alla mia prima volta, non poteva mancare la pioggia.
Il tempo non era dei migliori. Vento, acqua, cielo grigio. Quel tipo di giornata che ti fa pensare due volte prima di uscire di casa, soprattutto se devi partecipare con un abito tradizionale. E infatti alcuni gruppi hanno preferito non rischiare. Li capisco benissimo: certi vestiti sono preziosi, delicati, spesso tramandati in famiglia. La pioggia può rovinarli in poco tempo, e non vale la pena mettere a rischio un patrimonio così importante.
Però la processione non si è fermata.
E questa è la cosa che mi è piaciuta di più.

Il percorso partiva dalla chiesa e attraversava il centro del paese, con un giro semplice ma molto bello. Ogni punto di sosta era preparato con grande cura: fiori, foglie verdissime, composizioni che sotto la pioggia sembravano ancora più vive. Sono quei dettagli che magari qualcuno guarda di sfuggita, ma che per me fanno la differenza. Raccontano il lavoro nascosto, la devozione, il tempo che una comunità dedica alla propria festa.
Non c’erano tantissimi gruppi, è vero, ma c’erano i cavalli. E quando ci sono i cavalli, per me, una festa cambia subito atmosfera. C’erano cavalieri adulti, sicuri, eleganti, ma anche ragazzi più giovani, quelli che stanno crescendo dentro queste tradizioni. Vederli partecipare mi fa sempre piacere, perché significa che qualcosa continua. Che non tutto resta fermo alle fotografie del passato.

Durante la processione c’erano anche tanti fucilieri. Il loro suono accompagnava le soste e dava alla festa quel carattere forte che in Sardegna conosciamo bene. Tra loro ho notato anche una ragazza, con un sorriso bellissimo. Mi ha fatto davvero piacere fotografarla, perché certe presenze raccontano una tradizione viva, che non appartiene solo al passato ma anche a chi oggi decide di esserci.

La gente del paese partecipava con attenzione. Nonostante il brutto tempo, c’erano persone lungo il percorso, famiglie, anziani, bambini, curiosi. Probabilmente molti da fuori, magari anche da Cagliari, hanno rinunciato per la pioggia e il vento. Lo capisco. Però lo dico sempre: le tradizioni si mantengono vive partecipando. Se aspettiamo sempre la giornata perfetta, piano piano certe feste rischiano di diventare sempre più piccole e isolate.

Una processione che racconta Decimoputzu
La Processione in Onore di Nostra Signora delle Grazie a Decimoputzu mi ha colpito proprio per questo: non era una festa “perfetta”, pulita, da cartolina. Era vera. Con la pioggia, con qualche assenza, con i cavalli in piazza, con i fucilieri, con le persone che continuavano a seguire il percorso anche se il tempo non aiutava.
Alla fine siamo arrivati davanti alla chiesa. Lì il momento è diventato ancora più emozionante. La statua di Nostra Signora delle Grazie era davanti alla chiesa, circondata dai fedeli, dai portatori, dai cavalieri e dalla comunità. Poi sono arrivati i fuochi, le fontane luminose, quel tipo di scena che per un fotografo è bellissima ma anche difficile da raccontare davvero. Perché alcune cose, anche se le fotografi, bisogna viverle.
Mi ha colpito anche vedere la partecipazione delle ragazze nel portare la statua. È una cosa che apprezzo tanto, perché non sempre in altri paesi si vede questo equilibrio. Qui invece mi è sembrato naturale, bello, sentito. Una tradizione che resta fedele a se stessa ma riesce anche ad aprirsi.
Sono tornato a casa bagnato, con l’attrezzatura da asciugare e tante fotografie da riguardare. Ma sono tornato contento. Perché questa processione mi è piaciuta davvero. Mi ha dato quella sensazione che cerco sempre con Famolostrano: raccontare la Sardegna senza costruirla, senza metterla in posa, ma lasciandola parlare attraverso i suoi volti, i suoi riti, i suoi dettagli.

Se il prossimo anno avete occasione di andare alla Processione in Onore di Nostra Signora delle Grazie a Decimoputzu, il mio consiglio è semplice: andateci. Anche se il tempo non è perfetto. Anche se cade qualche goccia. Perché quando una comunità porta avanti una tradizione con questa forza, vale sempre la pena esserci.
E se tra le mie fotografie riconoscete voi stessi, un familiare o un amico, scrivetemelo nei commenti. Mi farà piacere saperlo e condividere gratuitamente quel ricordo. Alla prossima avventura.
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