"No vabbè… ma davvero stai guardando le mie foto dal cellulare? Dai, non ci posso credere! Aprile su uno schermo grande, su… fai il bravo!"

Sagra de Sa Panada Assemini
Sagra de Sa Panada Assemini: a modo mio
Sagra de Sa Panada ad Assemini: molto più di una festa Assemini, 14 settembre – Ogni anno, nel cuore di settembre, Assemini si veste a festa per celebrare Sa Panada, regina della cucina campidanese. La “Sagra de Sa Panada” è una delle feste più attese per chi ama la buona tavola, le tradizioni popolari e l’atmosfera autentica di un paese che torna a battere forte, come se per un giorno si risvegliasse da un sonno lento e quotidiano.
Io vivo ad Assemini, eppure — lo ammetto — per anni non ci sono mai andato davvero. Non come oggi.

Sagra de Sa Panada Assemini oltre la locandina: l’anima di una sagra
Gli articoli ufficiali vi diranno cosa accade, quando, dove: la sfilata alle 9:15 da Piazza Santa Lucia, i gruppi folk da tutta la Sardegna, launeddas e organetti, stand gastronomici e botteghe artigiane aperte… Tutto giusto. Tutto vero. Ma non vi diranno cosa si sente quando la sagra comincia a prendere vita.
Perché è lì, alle 8:45 del mattino, quando i gruppi arrivano in ordine sparso davanti alla chiesetta, che si capisce davvero cosa significa questa festa. C’è chi accorda uno strumento, chi sistema un costume, chi scherza con un compaesano. All’inizio sembra un piccolo caos… ma poi, come per magia, arrivano gli organizzatori, e tutto si allinea. Parte la sfilata. E con essa, anche il paese cambia luce.

Una tradizione che respira
Assemini si riempie di volti. Ci sono i residenti, i curiosi, i turisti. E poi ci siamo noi, i fotografi, che cerchiamo — ognuno a modo suo — di raccontare questa bellezza. Io ero lì con il mio amico Marco (vi consiglio di guardare le sue foto su Instagram), e proprio mentre fotografavamo la sfilata, mi sono staccato dal gruppo. Due bambini, piccoli davvero, montati a cavallo. Li seguivano i genitori. Non pubblicherò le loro foto per privacy, ma voglio raccontarvi cosa ho visto.
Non erano solo due bambini. Era una scena che raccontava il futuro. Quei piccoli oggi forse non sanno nemmeno bene cosa rappresentano… ma un giorno cresceranno, e avranno dentro di sé un pezzo di questa tradizione. Magari la porteranno avanti a modo loro. Magari non saranno perfetti, ma sarà viva. E una tradizione viva è ciò che conta. Perché una tradizione che non evolve è solo una fotocopia del passato.

Fotografia e identità: uno stile che cambia
Anche la fotografia, come le tradizioni, evolve. C’è chi scatta con il 300mm, chi come me preferisce il 23mm. C’è chi cerca il dettaglio, chi vuole la scena d’insieme. Io cerco uno stile che mi rappresenti. Non voglio essere la copia di altri.
Ecco perché anche il mio blog sta cambiando. Ho iniziato a sentire il bisogno di andare oltre le “guide” e gli articoli informativi. Voglio raccontare storie. Voglio che le immagini siano accompagnate da parole che trasmettano emozioni, pensieri, visioni. So che la maggior parte dei miei lettori arriva dal Nord Italia — magari sardi che non vivono più qui, o semplici appassionati — e mi piace pensare che leggendo queste righe possano sentire un po’ di casa.
Non so ancora dove mi porterà questo nuovo percorso. Forse non piacerà a tutti, o forse sì. Ma come chi indossa l’abito tradizionale e decide di modificarlo un po’ per renderlo proprio… anche io voglio portare avanti la mia tradizione. Con il mio stile. Con il mio sguardo.

Una chiusura e un invito: la sagra de Sa Panada Assemini
La Sagra de Sa Panada Assemini è stata un’occasione. Per fotografare, certo. Ma soprattutto per capire che ciò che conta davvero non è solo ciò che si vede. È ciò che si vive. E quello che ho vissuto io, quella mattina ad Assemini, è un frammento d’identità che merita di essere raccontato.
Continuate a seguirmi. Presto il blog cambierà pelle. Ma l’anima — quella no — resterà sempre la stessa.
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📸 Se vuoi vedere alcune delle foto scattate durante la sagra, ti invito a dare un’occhiata alla galleria e a seguirmi nei prossimi articoli, dove la narrazione e la fotografia cammineranno insieme, passo dopo passo.
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