Bunker di Tratalias

Oggi ci immergiamo insieme nell’universo visivo dei Bunker di Tratalias, ma attraverso le lenti del mio personale approccio fotografico. Armato della mia fidata Fujifilm X-T5, accompagnata dall’obiettivo 70-300 mm e supportato da un cavalletto non proprio eccellente, mi sono avventurato nella fredda notte di Dicembre 2023 a Tratalias.

La mia missione? Catturare non una super luna, ma la semplice bellezza di una luna piena.

Bunker Tratalias 17 dicembre 2023 X T5 113.7 mm ISO 320

Le fotografie che sto per mostrarvi sono frutto di scatti spontanei, quelli che chiunque può realizzare. Questo è un invito a non trovare scuse, a non pensare che manchino le idee fotografiche, che usiate un 16mm o un 300mm. Dall’alba al tramonto, mille sono le immagini che potete catturare.

Se la storia vi intriga, continuate a seguire il racconto. Le immagini che vedrete non sono solo testimonianza di un momento o di un luogo, ma sono un esempio di come la passione per la fotografia possa trasformare qualsiasi scenario, anche i più abbandonati e dimenticati, in un palcoscenico ricco di storie da raccontare.

Questo è un viaggio non solo attraverso la lente della fotocamera, ma anche attraverso la storia e il tempo, nelle profondità silenziose dei Bunker di Tratalias.

La luna sui Bunker di Tratalias

Bunker Tratalias 26 dicembre 2023 X T5 222.5 mm ISO 640

Scatti dal Silenzio: Un Racconto personale dei Bunker di Sardegna

Durante i giorni cupi e tumultuosi della Seconda Guerra Mondiale, le coste della Sardegna erano disseminate di segreti militari, occultati sotto il velo della quotidianità rurale.

Tra questi, il Caposaldo XI “Viterbo” a Tratalias emergeva come un bastione silenzioso, un testimone muto degli orrori e delle strategie di guerra.

Questo complesso di fortificazioni, mascherato da innocui edifici campestri, era in realtà un intricato labirinto di bunker, casematte e postazioni d’artiglieria, pronti a sferrare un attacco contro ogni nemico audace abbastanza da avvicinarsi alle rive sarde.

Le postazioni, numerate 29, 29 Bis, 30 e 31A.S.S., erano più di semplici numeri su una mappa: erano avamposti di speranza e terrore, dove soldati vigilavano, attenti a ogni minimo movimento nel mare tempestoso.

La vita dentro questi bastioni di cemento era un misto di monotonia e paura, mentre gli uomini aspettavano un nemico che forse non sarebbe mai arrivato.

Oggi, questi reliquati di guerra giacciono abbandonati, sommersi dalla vegetazione e dal passare del tempo, ma le loro mura screpolate ancora sussurrano storie di coraggio, paura e segretezza.

Ogni stanza vuota, ogni angolo buio racconta la storia di una Sardegna che, nel bel mezzo del più devastante conflitto del XX secolo, si trasformò in un baluardo di difesa, un’isola forgiata nel fuoco della guerra.

Questi sono i racconti del Caposaldo XI “Viterbo”, testimoniati in opere come “Fort Sardegna ‘Fortini di Sardegna’” (2014, ISBN 978-88-6791-049-6), un viaggio attraverso la storia militare sarda, dove ogni pietra, ogni feritoia parla di un’epoca dove il Mediterraneo non era solo un crocevia di culture, ma anche un teatro di conflitti e strategie militari.

E in questi angoli dimenticati della Sardegna, la storia continua a vivere, silenziosa ma eloquente, un monumento alla resistenza e alla resilienza dell’umanità di fronte alla guerra.

Bunker di Tratalias

Famolostrano blog di storie
Famolostrano blog di storie

Famolostrano, un progetto semplice quando la fotografie se diventa difficile forse non hai trovato il tuo ritmo, che non è nella attrezzatura ma nella tua creatività di osservare

Articoli: 300

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *