Festa a Villasor Sant’Isidoro: in un’ottica irriverente

Festa a Villasor Sant’Isidoro: in un’ottica irriverente, chi mi segue sa bene quanto mi piaccia fotografare a modo mio. Amo raccontare storie, non solo con le immagini ma anche attraverso le parole, offrendo una narrazione che va oltre il visivo.

Per anni ho documentato le sagre sempre nello stesso modo, ritraendo i suoi protagonisti, ma oggi cambio registro. Oggi racconto la festa di Sant’Isidoro a Villasor da una prospettiva irriverente e scherzosa, tipica del mio stile “famolostrano”.

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La festa a Villasor Sant’Isidoro a modo mio

Armato della mia fidata Fujifilm e di un obiettivo grandangolare 16mm, ho voluto immergermi ancora di più tra i partecipanti, seguendoli passo dopo passo lungo quasi tutta la processione.

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Villasor, a soli 15 minuti di auto da casa mia, è un luogo che considero parte del mio ecosistema, un posto dove mi trovo tra amici e sento l’abbraccio caldo della confraternita. La festa di quest’anno è stata una vera tracas: trattori adornati con coreografie spettacolari, una chiesa ricostruita su un carro da cui si fingeva un matrimonio, carri che offrivano canto, pane e salumi deliziosi.

E poi, cavalli con i loro cavalieri e gruppi folkloristici che marciano fieri: Associazione Castello Siviller Marchesato di Villasor, gruppo di San Pietro Assemini, Associazione Culturale Ricreativa Goppai de Froris, e RRE Villasor, solo per citarne alcuni.

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Le foto che vedete cercano di catturare l’essenza di Sant’Isidoro, un santo molto sentito a Villasor. Sant’Isidoro, contadino dell’XI secolo a Madrid, dedicava ogni giorno parte del suo tempo alla preghiera prima di lavorare nei campi. È per questo che, a Villasor, la sua festa è un’occasione di gioia e di comunità.

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Le immagini scattate durante la festa sono pensate per essere più di semplici fotografie: sono ricordi destinati a trasmettere alle generazioni future l’essenza di queste tradizioni. Non sono un amante delle pose; preferisco immergermi completamente negli eventi, vivendo la festa insieme agli altri.

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E voi, cosa ne pensate? Gli scatti in bianco e nero sono qui per mostrare come le foto possano essere atemporali, senza bisogno di date o titoli, ma semplicemente come ricordi da condividere e rivivere.

La festa di Sant’Isidoro a Villasor è un vivido esempio di come la cultura e la tradizione si intreccino con momenti di pura festività e gioia collettiva. Quest’anno, più che mai, ho sentito la potenza di questa tradizione e ho cercato di catturare ogni momento con il mio obiettivo, sperando di trasmettere un pezzo di questa magica atmosfera a chi guarda le mie foto. Invito tutti a riflettere su come la fotografia possa essere un ponte tra passato e presente, un modo per assicurare che le radici culturali continuino a prosperare nel cuore delle nuove generazioni.

E alla fine, dopo il rientro del santo, c’è stato un altro momento degno di nota — uno più personale ma ugualmente significativo. Sono andato dalla mia bionda preferita. Sì, ho tradito la mia dieta per lei: una bella grande e fredda Ichnusa! 🤣 Un modo perfetto per concludere una giornata intensa e ricca di emozioni, brindando alla vita e alle tradizioni con una buona birra sarda.

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Questi sono i momenti che rendono ogni festa ancora più speciale, quelli che restano impressi nella memoria molto dopo che le luci si sono spente e la folla si è dispersa.

Le immagini pubblicate sono protette da diritti d’autore e sono liberamente scaricabili per uso personale e non commerciale. È severamente vietato il loro utilizzo commerciale senza l’autorizzazione esplicita di Davide Baraldi. Se ti garba il mio progetto e hai qualche idea per farlo diventare ancora più figo, mandami un messaggio FacebookInstagramScrivimi

Famolostrano blog di storie
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Famolostrano, un progetto semplice quando la fotografie se diventa difficile forse non hai trovato il tuo ritmo, che non è nella attrezzatura ma nella tua creatività di osservare

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