Street photography a Napoli: cosa portare e da dove cominciare
Cosa serve davvero per fare street photography a Napoli? Dopo quasi cinque giorni dedicati soltanto alla fotografia, la mia risposta è: una macchina fotografica con cui ti trovi bene, un obiettivo che conosci e scarpe comode. Soprattutto le scarpe comode.
A Napoli ero già stato molte volte, per lavoro e per piacere. Questa volta, però, volevo fare una cosa diversa: camminare e fotografare, senza riempire ogni giornata di tappe obbligate. Se stai preparando un’uscita fotografica in città, ti racconto cosa ho portato, perché ho scelto una sola lente e cosa mi ha aiutato a trovare immagini anche nei posti che pensavo di conoscere.

Cosa ho portato per fotografare Napoli
La mia attrezzatura era ridotta al minimo: Fujifilm X-T5 e il vecchio 18 mm. In borsa avevo anche un 16 mm, perché le previsioni annunciavano pioggia e il 18 mm non mi sembrava la scelta migliore in quelle condizioni. Ma quando uscivo a fotografare non portavo con me il secondo obiettivo.
Ho aggiunto una batteria di scorta, un paio di cuffie e qualche spicciolo per comprare qualcosa da sgranocchiare. Con la seconda batteria sembravo quasi un fotografo professionista. Scherzo, naturalmente.
Non penso che tutti debbano partire con la mia stessa attrezzatura. Il punto è scegliere prima di uscire cosa vuoi avere con te. Io non amo girare con zaini pieni, obiettivi da cambiare e un secondo corpo macchina: finirei per pensare troppo all’attrezzatura e troppo poco a quello che succede davanti a me.

Un solo obiettivo basta per la street photography a Napoli?
Per me, sì. Il 18 mm sulla X-T5 offre un campo visivo vicino a quello di un 28 mm su pieno formato. Mi permette di includere le persone e una parte del luogo in cui si trovano: due elementi che, nella fotografia di strada, mi interessano entrambi.
Il mio è il vecchio 18 mm, quello che molti criticano perché non sfrutta al massimo il sensore della X-T5. Non è la lente che sceglierei per inseguire la nitidezza perfetta. Eppure mi piace usarla: la messa a fuoco mi soddisfa e il suo angolo di visione è quello con cui mi viene naturale comporre.
Napoli mette questa scelta alla prova. Piazza del Plebiscito è immensa; molti vicoli, invece, sono stretti e pieni di persone. Ho trovato il 18 mm adatto al mio modo di muovermi fra queste situazioni. Uno zoom sarebbe stato comodo? Forse per qualcun altro. Io mi sento più libero con una focale sola: so cosa entrerà nell’inquadratura e, se serve cambiare prospettiva, mi muovo.
Il consiglio pratico è questo: porta la lente con cui riesci già a vedere una fotografia, anche se non è quella che tutti consigliano sui social. Napoli offre abbastanza da osservare senza dover decidere ogni cinque minuti quale obiettivo montare.

Cosa fotografare, oltre ai luoghi famosi
Se cerchi un elenco di posti in cui andare, ne ho parlato in un altro articolo. Qui la domanda è diversa: una volta arrivato, cosa cerchi?
Io ho fotografato riflessi e persone, nella metropolitana, nei mercatini, in centro e in luoghi più o meno conosciuti. Non volevo tornare con una fotografia di ogni posto famoso. Cercavo scene che mi facessero fermare: un rapporto fra una persona e lo spazio intorno, un colore, un dettaglio che da lontano non avevo visto.
A Napoli può essere difficile perfino capire chi ci vive e chi è di passaggio. Per questo non mi interessava inseguire a tutti i costi la fotografia del “vero napoletano”. Preferivo osservare ciò che avevo davanti, senza decidere in anticipo quale immagine della città avrei dovuto trovare.
Se è la tua prima uscita, puoi partire da qui: scegli un aspetto che ti incuriosisce — per esempio i riflessi, i colori o il rapporto fra persone e strade — e seguilo mentre cammini. È un modo per dare una direzione allo sguardo senza trasformare la giornata in una lista di scatti da spuntare.

Perché ho scelto di fotografare a colori
Questa volta ho scelto colori vivi, anche saturi. Nella fotografia di strada vedo spesso bianco e nero molto contrastato o colori attenuati. Sono scelte che possono funzionare benissimo, ma io volevo raccontare Napoli come la stavo guardando.
Il colore mi aiutava a tenere insieme persone e luoghi. Non volevo che diventasse soltanto un effetto applicato dopo: era una delle cose che cercavo mentre fotografavo. Nella vita c’è colore, non c’è solo il buio.
Non è una regola per fotografare Napoli. È la scelta che ha dato coerenza alle mie fotografie di quei giorni. Se parti per un progetto simile, chiediti quale aspetto della città vuoi conservare nelle immagini. La risposta può guidarti più di qualsiasi impostazione della macchina fotografica.

Tornare nello stesso posto e trovare un’altra fotografia
Durante quel viaggio c’era uno sciopero legato alla benzina. Poco alla volta ho visto cambiare il movimento della città, fino a trovare Spaccanapoli insolitamente vuota, o comunque con molta meno gente di quanta ne ricordassi. Mi ha fatto effetto.
Ecco una cosa che Napoli mi ha insegnato di nuovo: puoi tornare mille volte nello stesso luogo e non trovare mai la stessa fotografia. Cambiano le persone, cambia ciò che accade, cambia il tuo modo di guardare. Se un posto ti sembra già fotografato da tutti, non significa che per te non ci sia più niente da vedere.
In giro ho incontrato altri fotografi: persone che seguivano corsi, altre che fotografavano per conto proprio, altre ancora che mettevano in posa i soggetti. Ho conosciuto anche un fotografo inglese che scattava in pellicola. Ognuno aveva trovato il proprio modo di stare lì con una macchina fotografica.

Cosa fare delle fotografie dopo il viaggio
Al ritorno non ho pubblicato tutto. Ho condiviso soltanto due fotografie su Instagram. Le altre le sto riguardando con calma; alcune le ho mandate in stampa.
Anche questo, per me, fa parte della street photography. Quando fotografi per diversi giorni, non devi decidere subito quali immagini valgono qualcosa. Rivederle più tardi mi aiuta a capire quali raccontano davvero ciò che ho visto e quali mi piacevano soltanto nel momento dello scatto.

Napoli mi ha fatto tornare la voglia di fotografare con semplicità. Se stai pensando di andarci, il mio consiglio è di partire leggero, scegliere qualcosa da osservare e lasciare spazio alle sorprese. Porta pure la macchina che preferisci. Ma sulle scarpe comode non scherzavo.
E tu come fotograferesti Napoli?
Con uno zaino pieno di attrezzatura o con una macchina e un solo obiettivo? Se ci sei già stato, mi piacerebbe sapere quale immagine della città ti è rimasta impressa.
Domande frequenti sulla street photography a Napoli
Io ho usato quasi sempre il vecchio 18 mm sulla Fujifilm X-T5. Mi piace perché include sia le persone sia il luogo intorno a loro. Non è l’unica scelta giusta: porterei soprattutto un obiettivo che conosci bene e con cui ti senti libero di muoverti.
Può essere comodo, ma per me non è indispensabile. Uscire con una sola focale mi ha aiutato a pensare meno all’attrezzatura e a osservare di più. Ho lasciato il secondo obiettivo in borsa e sono partito con macchina fotografica, batteria di scorta e scarpe comode.
Io ho cercato persone, riflessi, colori e il rapporto fra le scene e le strade. Ho fotografato anche nella metropolitana e nei mercatini. Scegliere qualcosa che ti incuriosisce può darti una direzione, senza obbligarti a tornare con una foto di ogni luogo conosciuto.
Dipende da cosa vuoi raccontare. In questo viaggio ho scelto colori vivi perché erano parte di ciò che osservavo. Non è una regola per Napoli: è stata la scelta più fedele alle fotografie che volevo fare.
Non definirei pericolosa un’intera città. Quando fotografo in un luogo affollato preferisco portare poca attrezzatura, tenere d’occhio la borsa e prestare attenzione a ciò che succede intorno a me. Sono accorgimenti semplici che valgono anche a Napoli.
Se stai fotografando in centro, il centro storico e la zona della Pignasecca offrono molte possibilità per una pausa veloce. Non voglio indicarti un locale che non ho provato personalmente: io sceglierei dove fermarmi in base al percorso della giornata, senza trasformare anche il pranzo in una tappa obbligata.
Se vuoi qualcosa da prendere mentre sei in giro, puoi cercare una pizza a portafoglio, una pizza fritta o un cuoppo. Per una pausa dolce, c’è la sfogliatella. Io, quando esco a fotografare, tengo anche qualche spicciolo in borsa proprio per potermi fermare a sgranocchiare qualcosa.
